Nel mondo c'è tanta gente che "dice" di saper fare cose straordinarie, ma sono in pochi quelli che le sanno fare davvero; è meglio "essere" che "apparire"... Potrai dire di essere un "grande" solo quando riuscirai a fare in modo semplice e con poco le stesse cose che tanti altri sanno fare solo spendendo una fortuna!
Se solo sei mesi fa qualcuno mi avesse detto di mangiarmi un piatto di grilli fritti gli avrei risposto: "quello mangiatelo tu"... Poi però mi sono ricordato che vent'anni fa mio padre era molto preoccupato del continuo incremento demografico e mi diceva che un giorno il cibo non basterà per tutti. E allora mi sono informato meglio su questo argomento. Noi umani siamo fondamentalmente "onnivori", cioè in genere ci nutriamo sia con fonti di alimentazione primarie, di origine vegetale, sia con quelle secondarie, di origine animale. I vegetariani e i vegani per loro scelta utilizzano solo fonti primarie e da queste ricavano le proteine sufficienti per il loro sostentamento. Però entrambi queste fonti per la nostra alimentazione a loro volta necessitano di altre fonti di energia e producono scarti in quantità differenti in base alla loro natura. In parte questi scarti sono sostenibili e quindi riciclabili, e in parte no. Inoltre, sia i vegetali che gli animali hanno bisogno di molta acqua per crescere e vivere, i primi hanno anche bisogno di terreno coltivabile, mentre gli animali a loro volta si nutrono sia di alimenti di origine vegetale che di origine animale. In più essi producono escrementi che soltanto in parte aiutano ad alimentare le nostre coltivazioni, ma producono anche una buona parte dei gas serra responsabili dei cambiamenti climatici.
Quindi fino a che punto gli allevamenti di animali e le coltivazioni per uso alimentare possono essere considerati "sostenibili"? Nel mondo oggi esistono centinaia di migliaia di "allevamenti intensivi" e che sono in continua crescita solo per scopi alimentari del genere umano che, col passare degli anni, ha raggiunto una popolazione di oltre 6 miliardi di individui ed è purtroppo destinata a crescere. Con questo ritmo nel 2050 si arriverebbe addirittura a raggiungere i 9 miliardi di persone. A questo punto è ovvio immaginare le conseguenze, 9 miliardi di persone dovranno pure attingere a fonti di alimentazione per sopravvivere. I vegetali hanno bisogno di vasti appezzamenti di terreno fertile, risorse che col passare del tempo si stanno riducendo sempre di più a causa della progressiva desertificazione dei territori. E senza vegetali anche moltissimi animali non saprebbero più come nutrirsi.
Ecco che nasce l'idea di aggiungere gli insetti alla nostra alimentazione quotidiana. Dal primo gennaio dell'anno prossimo in alcuni Paesi europei verrà dato il via libera per la commercializzazione di alcuni tipi insetti e di larve per uso alimentare, questo vuol dire che troveremo in commercio i grilli, le larve di lepidotteri e quant'altro di commestibile direttamente nei supermercati. Pertanto, allo scopo di garantire cibo sufficiente per tutti mantenendo alto il livello di sostenibilità si è pensato di diffondere anche in Italia la commercializzazione di insetti per uso alimentare. Quindi oltre ai "vegetariani" e ai "vegani" nel 2018 in Italia ci saranno pure gli "entomofagi", ovvero gente che preferirà nutrirsi di insetti, o meglio "anche" di insetti.
Nella tabella sopra riportata è possibile osservare che la percentuale di commestibilità per unità di peso dei grilli (Cricket) sia nettamente superiore a quella del pollame (Poultry), dei suini (Pork) e dei bovini (Beef). Questo significa che gli "scarti" degli insetti sono decisamente inferiori a quelli che vengono prodotti da allevamenti intensivi di altri animali per uso alimentare. Inoltre, secondo i dati raccolti dalla biologa Giulia Maffei e da Giulia Tacchini nel volume "Un insetto nel piatto" (Red edizioni), con 10 chilogrammi di foraggio e l’impiego di 15.500 litri di acqua, attraverso l’allevamento bovino si può ottenere 1 kg di carne, oltre a 9 kg di letame e 14,8 kg di CO2. Con gli stessi 10 chili di foraggio si possono ottenere 9 kg di carne di grillo, utilizzando meno di un litro d’acqua, producendo un solo chilo di deiezioni animali rispetto all’allevamento bovino e un decimo di CO2. Oltretutto gli insetti generalmente si nutrono di "scarti" vegetali e animali, per cui non sarebbe necessario preparare dei cibi "ad hoc" per allevare gli insetti. Ma come è già accaduto in passato, c'è da aspettarsi che prima o poi anche gli allevatori di insetti troveranno il modo di mettere in commercio "larve giganti", magari utilizzando ormoni o qualche altro intruglio chimico...
Ma cosa potrebbe succedere agli umani qualora decidessero di nutrirsi anche di insetti? Beh, questa valutazione è già stata fatta dall'Università di Firenze ed è stata raccolta nel documento che potete leggere cliccando QUI. In due parole si può riassumere che, pur essendo molto alta la carica microbica totale contenuta in un alimento a base di insetti (CMT), pare che il quantitativo di batteri pericolosi e di tossine presenti in questi alimenti sia abbastanza contenuto, quindi sembrerebbero adatti anche all'uso alimentare umano. Si dice che abbiano un sapore neutro, quindi dovrebbero essere adatti alla preparazione di cibi sia dolci che salati. Staremo a vedere, rimane solo da capire come gli chef stellati e i pasticceri saranno in grado di elaborare queste prelibatezze della "nouvelle cousine" a base di insetti... Sarà molto divertente vedere Knam, Cracco e Cannavacciuolo alle prese con queste "gustose specialità".
Si chiama "Emma Watch" ed è un rivoluzionario progetto Microsoft presentato alla Build Conference 2017 a Seattle in Virginia. Si tratta di uno Smartwatch ideato da Haiyan Zhang e messo a punto dal team del Microsoft Research Innovation di Cambridge capace di ridurre sensibilmente i tremori alle mani delle persone malate di Parkinson. Sfruttando un meccanismo a vibrazione applicato direttamente sul polso, Emma Watch è in grado di "distrarre" il cervello di una persona affetta da Parkinson allo scopo di contrastare i tremori e stabilizzare la mano. La vibrazione del dispositivo può essere regolata attraverso un’apposita app per Windows 10. Ecco il video che dimostra l'efficacia di questo dispositivo.
Emma Watch non risolve la malattia, ma può rendere la vita un po’ meno complicata a tutte le persone che sono affette da questo morbo. Il nome "Emma", scelto per questo dispositivo, è ispirato a Emma Lawton, una giovane graphic designer affetta dal morbo di Parkinson (vedi il video) che ha accettato di provarlo e di fornire il proprio feedback al team della Zhang nella fase di sperimentazione del progetto.
Ad oggi, nel mondo, sono oltre 10 milioni le persone malate di Parkinson e nessuna cura efficace è stata ancora trovata. Per fortuna esistono anche ricercatrici come Haiyan Zhang e aziende disposte ad investire in ricerca come la Microsoft che consentono a questa gente di poter convivere con questa terribile malattia.
Ecco come si presenta oggi Viale Europa all'Eur (Roma) dopo la costruzione del nuovo centro dei congressi, la famosa "nuvola" dell'archistar Massimiliano Fuksas. E' evidente il notevole restringimento della carreggiata, ma fino a qualche giorno fa nessuno se n'era mai accorto. Il motivo? Un banalissimo errore di oltre due metri sul posizionamento dei pilastri che sostengono il basamento dell'intera infrastruttura. Dal punto di vista "tecnico" l'area sulla quale sorge il nuovo palazzo dei congressi non è conforme all'effettiva occupazione del suolo (sembra una barzelletta ma purtroppo le cose stanno proprio così). Un imbarazzante errore che non provoca solo un intralcio al traffico e al passaggio pedonale, ma che altera in maniera inequivocabile la visuale prospettica dell'intero viale che dovrebbe essere tutelato a livello architettonico e urbanistico dalla Sovrintendenza dello Stato.
In due parole gli architetti e gli ingegneri che hanno realizzato l'intero quartiere dell'Eur 70 anni fa hanno saputo fare molto meglio di quelli che hanno appena finito di costruire un solo palazzo avendo a disposizione come riferimento una delle strade più conosciute della capitale, un enorme viale che va dalla basilica dei Santi Pietro e Paolo fino all'Archivio Centrale di Stato. E adesso quel bellissimo viale, esempio architettonico del XX secolo, è stato definitivamente "rovinato" da qualche "genio" che non ha saputo fare bene i conti e che purtroppo lavorava a un'opera che doveva essere a sua volta un esempio di architettura. Complimenti! Chissà come avrà fatto il Bernini dopo la metà del 1600 ad imbroccare la posizione esatta di tutte le 284 colonne che ha fatto erigere a Piazza S. Pietro... mmah! E pensare che oggi ci sono i satelliti e numerosi altri strumenti di precisione che consentono di fare una mappatura millimetrica del territorio... il tutto alla faccia della burocrazia italiana, delle "tanto decantate" regole urbanistiche e delle "fantomatiche" certificazioni di qualità.
Al momento si sta cercando il "capro espiatorio", cioè il povero "sfigato" a cui attribuire tutta la responsabilità di questo "errorino", ma come al solito la patata bollente verrà rimbalzata per mesi, forse per anni... e alla fine la colpa non sarà di nessuno. Ma adesso bisogna decidere velocemente cosa fare per rimediare almeno in parte a questo scempio. Dal momento che il palazzo che contiene la "nuvola" non può essere "traslato" e memmeno "ristretto" bisognerà lavorare sul marciapiedi che nel frattempo è già stato completato e allestito con alberi e pali di illuminazione. Il tutto a spese dei contribuenti romani, ovviamente.
Si chiamava "Zyklon-B", veniva trasportato in barattoli sigillati sotto forma di granuli, ed era un potente insetticida e antiparassitario cianogenetico con cui i tedeschi nazisti hanno sterminato oltre un milione e mezzo di ebrei, rom e omosessuali nel campo di sterminio di Aushwitz nel sud della Polonia fino a quando i soldati russi, il 27 gennaio del 1945, riuscirono a liberare quei pochi superstiti che fortunatamente hanno avuto modo raccontare al mondo intero quello che era successo in quel terribile lager. Oggi, a 72 anni da quella liberazione, vogliamo e DOBBIAMO ricordare quella orribile mattanza di esseri umani che hanno perso la vita nel modo più atroce che si potesse mai immaginare.
Funzionava così. I deportati raggiungevano il campo di Aushwitz-II (Birkenau) accalcati per giorni nei freddi vagoni di un treno merci, senza acqua, senza cibo e senza nemmeno i servizi igienici. Poi venivano fatti scendere e subito veniva fatta una prima selezione. Gli invalidi, gli ammalati e gli anziani venivano immediatamente separati dagli altri per raggiungere le "docce", ovvero i capannoni dove venivano immediatamente sterminati col gas (acido cianidrico) per poi essere bruciati nei forni crematori. Gli altri venivano marchiati con un numero inciso sulla pelle con un rudimentale tatuaggio. Questi venivano poi condotti in altre aree del campo di sterminio e subivano ulteriori selezioni. Quelli più forti e in salute venivano costretti a lavorare per spostare, ammassare e bruciare i corpi delle vittime, altri venivano utilizzati come cavie per esperimenti condotti da alcuni medici, fra i quali c'era anche Josef Mengele, un giovane medico nazista che fu presto soprannominato "il dottor morte". Questo medico riuscì a scappare dal campo di sterminio prima dell'arrivo dell'esercito russo e si rifugiò in sud America dove per molti anni continuò a contemplare i risultati sei suoi macabri esperimenti con cui straziava e mutilava i corpi delle sue vittime che in genere selezionava personalmente. E quando si accorgeva che il suo esperimento era ormai concluso li ammazzava con una iniezione di fenolo direttamente al cuore.
Quando i soldati russi arrivarono alle porte di Aushwitz non potevano immaginare cosa fosse accaduto in quel posto nel corso degli ultimi anni, non capivano perché il colore della neve era sempre più grigio e il motivo per cui nell'aria c'era un forte odore acre man mano che si avvicinavano al campo. Poi quando sono entrati si sono trovati davanti a migliaia di superstiti straziati dalla fame e dalla paura, nonché a uno spettacolo che superava qualsiasi immaginazione, anche quelle più terrificanti! Mai nessuno avrebbe potuto immaginare un massacro di questa portata, un genocidio che neanche una mente criminale malata avrebbe potuto concepire. E' per questo che DOBBIAMO ricordare... SEMPRE!
Era il 13 gennaio del 2012. La Costa Concordia, la più grande nave da crociera della Marina mercantile italiana di quei tempi e appena partita da Civitavecchia per una lunga crociera nel Mediterraneo, naufragò sulla costa dell'isola del Giglio dopo aver urtato contro uno degli scogli de "Le Scole" per un errore di manovra. Furono 32 le vittime, delle quali 30 furono recuperate nei giorni successivi all'incidente.
Il Comandante Francesco Schettino per quel drammatico evento fu condannato in appello a 16 anni di reclusione per lesioni colpose, naufragio e abbandono della nave. Il relitto fu recuperato solo dopo un anno e mezzo, il 17 settembre del 2013, con un intervento di "parbuckling", ovvero di riassetto della posizione di navigazione, costato alla Costa Crociere circa 100 milioni di euro.
Le operazioni di rigalleggamento del relitto furono completate il 23 luglio del 2014, dopodiché fu trainato da tre rimorchiatori oceanici al porto di Genova (area Prà-Voltri) per iniziare lo smantellamento e la successiva demolizione. Alla rabbia per aver perduto uno dei gioielli della flotta civile italiana per uno stupido errore dell'equipaggio si è contrapposto l'orgoglio dell'ingegneria italiana che ha saputo recuperare un relitto così imponente che altrimenti sarebbe rimasto incagliato in uno dei posti più esclusivi della costiera italiana.
Di questo immane disastro vorrei ricordare la figura del Comandante Gregorio De Falco, che intimò senza troppi complimenti al Comandante Schettino di risalire a bordo per assistere i naufraghi e che fu trasferito ad altro incarico invece di prendersi un encomio, l'ex capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, che ha saputo coordiare magistralmente tutte le operazioni di salvataggio, oltre che quelle finalizzate al recupero del relitto, e l'Ing. Nick Sloane per aver diretto magistralmente tutte le operazioni che hanno consentito di raddrizzare la nave e di rimetterla in condizione di galleggiare. Infine vorrei ricordare le 32 vittime che erano partite per godersi una bella vacanza nel Mediterraneo e che invece hanno perso la vita.
Perché buttare quello che si può riparare? Il governo svedese è intenzionato ad incentivare l’economia artigianale, mostrando come dalle buone pratiche tutti possano ottenere un guadagno tangibile. Come? Predisponendo delle agevolazioni fiscali per quanti decideranno di riparare gli oggetti rotti anziché trasformarli in rifiuti. La proposta di legge, introduce nuove misure fiscali a favore del recupero di abiti, calzature, bici ed elettrodomestici. "In questo modo siamo convinti di poter abbassare notevolmente i costi e quindi rendere economicamente più razionale la scelta di riparare la merce", ha spiegato Per Bolund, il Ministro svedese delle Finanze.
L’idea contenuta nella proposta normativa è quella di tagliare l’aliquota IVA sulle riparazioni di biciclette, vestiti e scarpe dal 25% al 12% e si introdurrebbe la possibilità di chiedere un rimborso del costo delle riparazioni di elettrodomestici quali frigoriferi, forni, lavastoviglie e lavatrici, da scaricare dall’imposta sul reddito. Per Bolund la misura ridurrebbe di oltre il 10% le spese sostenute, stimolando il mercato nazionale del recupero. Alla faccia di quelli che tentano di spaventare la gente con la parola "deflazione", gli economisti su questo sono dei veri maestri, oltre che portatori di sfiga e di guai. Se la maggior parte dei Paesi industrializzati si è inchinata alla "globalizzazione" voluta dagli industriali e dai banchieri per aumentare al massimo la loro ricchezza (a scapito di quella del popolo), in Svezia hanno capito che l'artigianato può veramente salvare il pianeta dai rifiuti. Inoltre, in questo modo si eliminano gli spechi e si creano inevitabilmente migliaia di nuovi posti di lavoro... Lavoro serio, lavoro vero... non lavoro coi voucher!
Gli incentivi sono parte degli sforzi del governo per ridurre la propria impronta di carbonio. Nonostante, complessivamente, la Svezia abbia già ridotto del 23% le proprie emissioni di CO2 (rispetto a valori del 1990), quelle legate al consumo hanno continuato a crescere. "Le emissioni dei gas serra che influenzano il clima sono in diminuzione, ma quelle da consumo sono in aumento - afferma Bolund - ma assistiamo ad un crescente interesse verso un consumo più sostenibile da parte del consumatore svedese e questo è un modo con cui il governo può renderlo più accessibile". La proposta è già stata presentata e approvata a dicembre dal Parlamento svedese come parte del disegno di legge sul bilancio di governo e diventerà legge fra pochi giorni, dal 10 gennaio 2017.
Spero che il nuovo anno sia molto ma molto migliore di quello precedente. Un pensiero speciale per i terremotati di Amatrice e del centro Italia, per gli indigenti che non hanno nemmeno una casa e che tutte le notti rischiano di morire di freddo, ai malati che hanno passato il capodanno su un letto di ospedale, e anche per tutti quelli che hanno perso il lavoro e che non sanno come fare per dare da mangiare ai propri figli... Tutto questo alla faccia di tutti quegli "imbecilli prezzolati" che hanno contribuito a creare questa vergognosa situazione in Italia. Buon 2017 a tutti!